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June 17, 2019

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Tratto da: "Dalle pietre come altari agli altari di pietra" Evoluzione del pensiero e della sua creazione

January 13, 2019

 

Edificare qualcosa, significa manifestare quel che ancora non c’è, creare il nuovo, attraverso le leggi del cosmo che hanno la caratteristica di essere armoniose.

Edificare significa srotolare un simbolo, andare oltre l’invisibile, dare vita ad un modello nel quale potersi immergere.

In antichità il luogo del sacro era scelto non a caso ed una volta individuato, si fissava uno gnomone che proiettava la sua ombra segnalando i momenti salienti dell’anno. Più corta o più lunga a seconda del solstizio o equinozio.

Tutti gli architetti dell’epoca orientavano le loro opere a seconda della latitudine, e quindi dell’inclinazione terrestre; celebrando la festività più importanti il sole attraversava la “navata”, vuoi fosse un tempio, una chiesa, o un luogo dedicato, lasciando un messaggio a secondo della data.

Le chiese, lungo il corso del tempo perciò, ricalcano il modello celeste ed hanno sempre un orientamento absidale, e i bracci del transetto nei punti cardinali. Quelle costruite in epoca paleocristiana mantengono ancora l’orientamento Est -Ovest, come memento alle porte solstiziali, attraverso le quali il sole entra nella sua fase ascendente e discendente.

Nel contesto religioso dove il Sol Invictus è identificato come divinità suprema, Cristo era l’identità pronta a sostituirlo e nelle chiese, che spesso sono antichi templi rimaneggiati, l’orientamento quindi rimane quello iniziale.

Quando in epoca successiva si è voluto dare un taglio con il ricordo del paganesimo e sostituire l’antico culto con il Cristo, nuovo sole, vera luce che veniva al mondo, l ‘asse centrale delle basiliche diviene opposto.

La vera religione opposta alla vecchia religione.

 

Ma in molte le chiese, ritroviamo l’antico culto, e se prima era rivolto alle forze della Natura rigenerativa, trasformante e rigenerante, ora velatamente nascosto sono dedite a Maria Vergine: La Forza del principio creativo, poi divenuta Dea, ora prende la forma della Vergine, dando spazio ad una delle Sue innumerevoli caratteristiche, quello appunto della Sempre vergine, non in senso puramente fisico, come si è fatto credere per secoli, ma quello più intimo, quello della capacità di rigenerarsi sempre; in alcune di esse è presente una statua o un affresco di una Vergine Nera, La Virgo Paritura, La Mater Matuta, nera e vergine come la lava che si solidifica, come la potenza della materia primordiale da cui ha tutto origine.

Maria rappresenta il tempio in cui è stato concepito Dio; le chiese divengono esse stesse corpo della Vergine, portatrice in grembo del Verbo radiante, come alcune Vergine attorniate dai raggi radianti.

 

Ma anche M come Mem= acqua, diffusissimo simbolo mariano: colei che riunisce le acque di sopra con quelle di sotto. Acque speculari rappresentate dalle 2 M rovesciate.

Le acque celesti e quelle terrene, che nel mescolarsi danno vita ai mari, ai fiumi, ai laghi.. simboli di uteri di creazione, rappresentazioni nel creato di quel grembo materno dove il feto, fintanto non sia pronto alla vita, naviga, nuota e si nutre.

Templi di guarigione dunque, sia che li si chiamino chiese, basiliche o semplicemente “luoghi”, dove ci si affida solo ad un principio superiore.

Che siano magiche costruzioni create apposite o luoghi naturali resi vibranti dalla presenza di sorgenti, comunque si allude alla presenza di una corrente tellurica, il sangue vibrante della Madre Terra, colei che mantiene vivo il Pianeta.

Così l’uomo antico aveva ben chiaro il disegno della matrix dei campi magnetici, quelli che oggi chiamiamo Ley lines o rete di Hartmann, costituita da una trama regolare orientata verso i punti cardinali.

All’interno spazi neutri rigeneranti e incroci insalubri.

 

Le costruzioni sacre erano perfettamente inserite all’interno di questa rete, dove le mura perimetrali come le antiche vie Cave Etrusche deformando la struttura matrix, creano spazi neutri di profonda rigenerazione.

Così la prima pietra della costruzione, fissa “il Drago tellurico”, le colonne canalizzano l’energia, gli archi la diffondono, l’acqua rendeva magico il luogo, amplificando le vibrazioni .

La musica del Creato..

Non possiamo definire con una data storica il passaggio fra le due strutture spirituali, perché è stato un passaggio a volte lento, mentre in altri luoghi quasi violento, bensì possiamo definire la fase in cui se prima ogni pensiero è rivolto sia in “ basso come in alto”, ad un certo punto abbiamo perduto la visione alla terra. Lentamente si viene a costituire un pensiero dove tutto ciò che è terreno viene vissuto come qualcosa di fugace.

Vicino e lontano, vero e immaginario perdono i confini definiti e si confondono; la storia diviene inventata, i documenti “ad maiorem Dei gloriam”, nasce la fede nei miracoli, si perde il senso della critica.

La sfera della magia, del reale, e del soprannaturale sono connesse.

 

La magia e il soprannaturale, secondo la concezione dell’uomo medioevale non stanno su una sfera più alta rispetto a lui, ma lo circondano.

Lo spazio del divino, del magico, della superstizione viene egualmente diviso con lo spazio dell’uomo, e lo circondano. Ma mentre nell' epoca più antica la magia era parte del Cosmo, era la visione del Tutto e l’uomo era immerso in questo fluire, sacerdoti e sacerdotesse sapevano confrontarsi con questa esperienza superiore, avevano acquisito le capacità lungo la loro estenuante formazione, ora l’uomo di chiesa rispondeva ad una “chiamata interiore”, non aveva nessun tipo di preparazione, e non comprendendo le leggi del “magiche” del cosmo, le bandisce, si lascia racchiudere da esse anzichè essere parte attiva nel corso degli eventi.

 

Così nelle costruzioni delle chiese trovano spazio animali immaginari di qualche sciamano nel suo viaggio attraverso lo spazio tempo, e creature immaginarie frutto della paura.

Così il dio dell’immobilismo, “ inchiodato su di una croce” si sostituisce al continuo mutare del cosmo; là, dove anche se agli dei spettava l’ultima parola, gli uomini in terra potevano comunque cambiare il corso degli eventi, il Dio interiore viene completamente demonizzato in nome di un Dio esterno e lontano che rimane immobile..

 

Concentrati sulla morte anziché sulla vita, sulla fine del tempo più che sul suo scorrere, gli uomini e il tempo medioevale attendono così l’ultimo giorno e vivono per esso.

L’arte che ne scaturisce è null’altro che la rappresentazione dell’ultima stagione prima della leggendaria “fine dei tempi”...

 

 

 

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