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June 17, 2019

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PER I CAVONI DI NEPI

September 2, 2016

 

A fine Agosto, sfidando il caldo, abbiamo organizzato un’uscita lungo i Cavoni di Nepi, una tagliata Etrusca, che costeggia l’antica Via Amerina.

Lasciando la strada principale, ed inoltrandosi per una stradina  sterrata che costeggia alcune abitazioni, divenendo via via sempre più ripida, si raggiunge l’alveo del Puzzolo, torrente che costeggia tutta la via fino allo sperone di roccia su cui è stata edificata la cittadina di Nepet, poi divenuta Nepi.  Infatti quest’ultima deve il suo nome alla parola etrusca Nepa che significa acqua.

 

Siamo in territorio Falisco su strade datate almeno 450 anni prima della fondazione di Roma.

Mentre ci avviamo al punto di accesso, raccontiamo la storia di questi luoghi e della nascita di cittadina falisca; cosa rappresentano le vie cave per gli Etruschi, e sul come sarebbero state utilizzate le necropoli  che vi si affacciano nel corso dei secoli; chi fossero i Falisci, così simili ai cugini Rasna.

 

Arrivati al ponte che attraversa il Puzzolo, già qualcuno dei nostri escursionisti  sognava un pediluvio rinfrescante nelle acque del torrente, ma la vista della strada da percorrere, piena di mistico fascino come solo le Tagliate (o “vie cave”) sono in grado di offrire, gli  ha fatto loro desistere, rimandando al ritorno la sospirata sosta.

Le due pareti tufacee sono molto vicine fra loro, superando in alcuni punti  la ragguardevole altezza di 10 metri (circa 4 piani di un palazzo). Lungo il cammino incontriamo nicchie, tombe , incisioni di varie epoche (ricordiamo la vicinanza con la Via Amerina utilizzata anche nel medioevo) e un susseguirsi di piccoli e grandi diverticoli che si diramano fino a terminare su affacci vertiginosi sul fosso sottostante.

 

Proseguendo lungo la via Cava accediamo al pianoro della Massa dove incontriamo ai resti di un insediamento Villanoviano. Una piccola sosta per spiegare le radici culturali di questa popolazione e si torna indietro.

 

Purtroppo , come spesso accade per questi siti in totale abbandono, la vegetazione estiva non facilita il passaggio, rendendo impossibile l’addentrarsi in tutto il sito. Il tempo risparmiato non è andato però perduto!  Nel tornare verso il punto di accesso facciamo scorte di more, poi divorate nell’agognata pausa lungo le rive del torrente.

 

 

 

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