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June 17, 2019

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SAN GIULIANO: UN VIAGGIO NEL TEMPO

September 23, 2016

 

Le previsioni meteo non erano delle migliori, anzi erano davvero cattive, ma per non deludere i numerosi iscritti alla gita, avevamo studiato un piano B: quindi se la pioggia avesse reso inaccessibile il sito della Necropoli di San Giuliano, ci saremmo recati a Tuscania in visita alle due basiliche poste sull’antico insediamento dell’acropoli, San Pietro e Santa Maria: due chiese che meritano attenzione per la loro storia e particolarità architettonica.

Invece, mentre a Roma imperversava il temporale annunciato, a Barbarano Romano, noi passeggiavamo sotto il sole. Potere del Civitas…

 

La Necropoli di San Giuliano, sita nel Parco Marturanum, è molto particolare, unica nel genere per dirla tutta, in quanto le prime tombe risalgono addirittura al VI sec. a.C.. Sorge lungo i fianchi di una doppia rupe tufacea abitata già nell’età del Bronzo, e ricorda per forma e struttura altri due insediamenti, quello di Luni sul Mignone e San Giovenale. ( prossimi itinerari)

 

Lasciate le macchine all’ingresso principale, ci avviamo verso uno dei diverticoli che costeggiano il torrente sottostante. Come sempre la vista della Via Cava lascia senza fiato; anche qui le pareti sono altissime e strette fra loro, e vige un silenzio surreale.. la sensazione è proprio quella di entrare in un mondo diverso.. nel mondo “di là”…

Il torrente in secca ci offre la possibilità di camminare lungo il suo alveo e di avere una visione dell’insieme più netta rispetto ai sentieri, pur se ben tenuti: incontriamo le prime tombe rupestri e poi quelle a palazzina, dove probabilmente l’ acqua lambiva le entrate anche in antichità, per poi giungere al cospetto di quelle più imponenti a Dado e semidado, di cui resta la regale maestosità.

 

Questa necropoli offre la panoramica completa sullo sviluppo dell’architettura funeraria pre-etrusca ed Etrusca, ma non solo, perché costeggiando tutta la rupe lungo il torrente si arriva ad una ripida salita dove si mostra in tutta la sua grandezza la città dei vivi.

Le mura di Martoranum (si crede si chiamasse così, da  antichi scritti riportati da Tito Livio) sono ancora lì, intatte nella loro imponenza.

 

Dell’insediamento non rimane molto purtroppo anche se sono in corso scavi che riprenderanno l’anno prossimo, ma è facile cogliere un utilizzo delle strutture nelle varie epoche quando, ad esempio, in epoca medioevale le tombe a camera erano divenute botteghe e abitazioni. La chiesa rupestre, da cui deriva il nome della Necropoli, è li che ad attenderci per far bella mostra di sé. San Giuliano, medioevale, con affreschi ancora ben conservati e strutturata sull’antico tempio dedicato ad una deità femminile, dove le colonne sono integrate nelle mura perimetrali, e la grotta sottostante con tanto di acqua sorgiva ne ricordano i fasti antichi, procrastinati per tutto il medioevo.

 

Ci fermiamo a mangiare sotto un antico olmo (che non manca mai davanti ad un tempio/chiesa), il nostro pranzo al sacco, perdendoci in ipotesi e studi recenti riguardo i popoli che abitavano questi luoghi prima ancora degli Etruschi. Riprendendo la strada del ritorno, ci dirigiamo sull’altro picco tufaceo esattamente di fronte al bivacco: chiamato Monte Cima, ospita la prima opera funeraria a tumulo di queste dimensioni ,  isolata ma che sembra attenderci per farci ammirare la particolarità dei suoi soffitti scolpiti…

Qualcuno salendo in macchina mi ha detto:” grazie per questo viaggio nel tempo”…

 

 

 

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